Presso Villa Lanzara del Balzo a Sarno si è svolta la giornata di studio “Istinto e creatività: Francesco Jovane, fotoreporter”, organizzata dall’Associazione culturale IL DIDRAMMO / Museo Didattico della Fotografia (MuDiF) in collaborazione con l’amministrazione comunale di Sarno.
L’iniziativa si inserisce nelle attività del progetto “Archivio Aperto al Museo, per la valorizzazione dei fondi fotografici dell’Archivio Storico del MuDiF”, nato con l’obiettivo di presentare e valorizzare fondi fotografici di particolare rilevanza conservati presso l’archivio del museo, sensibilizzando enti pubblici e soggetti privati alla partecipazione nei progetti di recupero e tutela.
L’incontro è stato dedicato alla figura del fotoreporter Francesco Jovane, originario di Nocera Inferiore, autore di migliaia di scatti che raccontano alcuni tra i più importanti eventi della cronaca italiana della seconda metà del Novecento. Attraverso la sua macchina fotografica Jovane ha documentato la vita sociale, politica e culturale del Paese con uno stile diretto e intenso, capace di trasformare ogni fotografia in un racconto visivo della realtà.
L’evento è stato promosso con il supporto della Regione Campania – Settore Musei e Biblioteche, con il sostegno dell’azienda Bennato di Alessandro Bennato & C. di Sarno e con il patrocinio di Ambasciata di Spagna, Provincia di Salerno, Città di Nocera Inferiore, Ordine dei Giornalisti della Campania e Associazione Giornalisti Valle del Sarno.
La giornata è stata dedicata alla ricostruzione del profilo umano e professionale del fotografo attraverso testimonianze di colleghi, studiosi e familiari.
A ricordare la figura di Jovane sono stati Paolo Occhipinti, già direttore del settimanale Oggi, e il giornalista e scrittore Pino Aprile, che hanno raccontato la lunga esperienza professionale del fotografo come riferimento per il Sud Italia nel mondo del fotogiornalismo.
La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista Roberto Marino, direttore de Il Quotidiano del Sud, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Pietro Marrazzo, corrispondente RAI dal Medio Oriente, e di Maria Antonella Fusco, direttrice dell’Istituto Centrale per la Grafica del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Durante l’incontro sono intervenuti anche i familiari del fotografo, tra cui Stefania Jovane, Massimo Jovane e Alessandro Jovane, che hanno ricordato l’impegno professionale e umano del fotoreporter, sottolineando la decisione della famiglia di affidare al MuDiF l’intero archivio fotografico composto da circa 40.000 fototipi, affinché ne fossero garantite la conservazione, la catalogazione e la fruizione pubblica.
Il direttore del MuDiF, Rosario Petrosino, ha presentato il fondo Jovane illustrandone consistenza, valore storico e complessità degli interventi necessari per la messa in sicurezza, il restauro e la digitalizzazione del materiale fotografico. Attraverso un docufilm diretto da Davide Petrosino, il pubblico ha potuto conoscere da vicino le attività svolte nel laboratorio di restauro del museo.
Nel corso dell’incontro il presidente de IL DIDRAMMO, Vincenzo Petrosino, ha ribadito l’importanza della collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati per sostenere i progetti di recupero degli archivi fotografici.
Il valore storico e documentale dell’archivio Jovane è stato sottolineato anche da Maria Antonella Fusco, che ha ricordato come le immagini del fotografo rappresentino una testimonianza unica della storia italiana contemporanea.
A concludere l’incontro è stato l’intervento dell’avvocato Valerio Di Stasio, vicepresidente de IL DIDRAMMO, che insieme all’avvocato Marianna Gubitosa ha illustrato le possibili forme di sponsorizzazione e i vantaggi fiscali legati al sostegno delle attività di recupero del patrimonio fotografico nazionale.
La giornata di studio ha rappresentato un importante momento di riflessione sul valore della fotografia come strumento di memoria storica e identità culturale, ribadendo la necessità di sostenere concretamente le attività di tutela e valorizzazione degli archivi fotografici.

